Lo scorso 2 dicembre si è svolto l’incontro del tavolo di coordinamento della linea ferroviaria Bologna-Vignola, partecipato, vale la pena ricordarlo, da tutti i soggetti coinvolti a vario titolo nel servizio: la Regione (RER) e la Città Metropolitana di Bologna (CM) di Bologna in qualità di committenti, le aziende che gestiscono il servizio (TTX) e l’infrastruttura (FER), gli enti locali sul cui territorio insiste la tratta e la rappresentanza degli utenti. In occasione degli ultimi incontri, la CM, coordinatrice del tavolo, invita anche TPER e i dirigenti di diversi poli scolastici di Bologna, Casalecchio e Vignola. L’incontro dello scorso giugno si era concluso con l’impegno da parte di alcuni soggetti presenti a fornire risposte su diverse problematiche sollevate soprattutto da questa rappresentanza, ma purtroppo gli impegni presi quasi sei mesi fa sono stati tutti disattesi, mentre nel frattempo le problematiche legate alla qualità e alla gestione del servizio si sono consolidate, così come ha trovato conferma l’assenza di una pianificazione di interventi infrastrutturali finalizzati a superare i limiti della tratta, problematiche che purtroppo ci accompagneranno ancora per molto tempo.
Ma entriamo nel dettaglio dei tre principali argomenti trattati.
Standard qualitativo del servizio
I dati ufficiali certificano un ulteriore, seppur lieve, peggioramento della puntualità nei primi dieci mesi del 2025 rispetto quanto rilevato lo scorso giugno (vedi tabella allegata), performance che rimane stabilmente al di sotto dell’attuale standard minimo contrattuale (https://fer.it/indici-di-puntualita/), che nel contratto di servizio oggi in vigore è bene ricordare che è stato abbassato di ben 4 punti percentuali rispetto il precedente, ma anche alle performance (95%!) che contraddistinguevano il servizio fino a pochi anni fa!

Le corse che subiscono più ritardi sono in generale quelle dirette a Bologna C.le, qualcuna il mattino, ma soprattutto quelle del tardo pomeriggio/sera; tra queste, la peggiore in assoluto si conferma la 90004, con circa il 25% dei treni in ritardo! Una situazione denunciata già lo scorso giugno da questa rappresentanza e che a distanza di sei mesi non trova ancora risposte da parte di committente e aziende ferroviarie (ciascuno per le proprie competenze).
La pensano diversamente gli utenti, che invece un’ipotesi circa la causa di questo peggioramento l’hanno messa nero su bianco da tempo: il cambio orario imposto unilateralmente da RER e CM a settembre 2024 per poter attivare la prima linea “passante” del Sistema Ferroviario Metropolitano (SFM), tra Porretta T. e Pianoro, decisione che richiedeva una modifica sostanziale (di circa quindici minuti) dell’intero schema orario del servizio Bologna-Vignola.
L’associazione utenti già a marzo ‘23 aveva manifestato preoccupazione e perplessità, chiedendo chiarimenti in merito l’impatto di una modifica così importante sulle esigenze dei pendolari, soprattutto gli studenti, una preoccupazione che tuttavia RER e CM non hanno mai voluto approfondire, ad esempio organizzando una consultazione dell’utenza. Un atteggiamento “arrogante” che ha trovato conferma in tutti gli incontri successivi, nonostante i solleciti pervenuti non solo da questa rappresentanza, ma anche da alcune dirigenze scolastiche e da diversi amministratori locali (Vignola, Savignano s.P. e Valsamoggia).
Lo scorso 2/12 u.s. sul tema sono intervenuti nuovamente sindaci e assessori, ribadendo come la modifica all’orario ferroviario introdotta nel 2024 non permetta più agli studenti di utilizzare il treno per raggiungere il polo scolastico di Vignola, costringendoli a usare i bus di linea, che conseguentemente nel tratto Bazzano-Savignano-Vignola risultano strapieni, con ulteriori criticità per gli studenti delle frazioni intermedie che a volte non riescono a salire sul bus. L’amministrazione di Vignola, inoltre, segnala come il maggior utilizzo dei bus di linea abbia innescato da circa un anno altre criticità, anche di ordine pubblico, riconducibili all’aumentato flusso di studenti nell’autostazione di Vignola.
In sintesi, a un anno dall’entrata in vigore del nuovo orario, e a oltre due anni dall’allarme lanciato dall’associazione utenti, nulla di concreto è stato fatto da parte delle istituzioni committenti del servizio per attenuare i disagi sopra descritti, e l’unica proposta uscita dall’incontro del 2/12 è stata quella di raccogliere ancora dati prima di intervenire eventualmente sull’orario, interventi che per loro stessa ammissione comunque risulterebbero minimi e non risolutivi, evidenziando chiaramente un approccio sbagliato alla pianificazione: prima si introducono le modifiche, senza un’analisi preliminare e puntuale che coinvolga tutti gli attori, utenza compresa, poi si prova a gestirne le conseguenze negative sapendo in anticipo che non si potrà risolverle, quindi scaricandole di fatto sull’utenza finale!
Un modus operandi che in previsione futura preoccupa moltissimo questa rappresentanza: in questi mesi, infatti, è stato riavviato lo studio per l’attivazione del corridoio passante S2 Vignola-Bologna-Portomaggiore nell’ambito del progetto SFM e non possiamo escludere a priori che richiederà un ulteriore adeguamento dell’orario di servizio; se anche in questo caso sarà perseguito lo stesso approccio usato per il passante S1 c’è di che essere preoccupati.
Frequentazione del servizio (ordinaria e straordinaria)
Tra i principali parametri, se non il più importante, che certificano la qualità di un servizio di trasporto pubblico vi è il numero di utenti che ne fruiscono. La tratta Bologna-Vignola negli anni ha visto un crescendo continuo di utenti, grazie anche a una serie di importanti investimenti delle amministrazioni regionali, che l’hanno resa più sicura e moderna, seppur con il limite del binario unico, dotandola anche di materiale rotabile di ultima generazione.
Tra quelli svolti su rete di proprietà regionale, il servizio ferroviario della linea Bologna-Vignola è oggi il primo per numero di utenti: circa 7100 nel giorno feriale e quasi 7000 anche il sabato; il dato del sabato merita una riflessione: è un servizio evidentemente molto apprezzato da chi nel fine settimana si muove non solo per esigenze di lavoro e scuola, ma anche per accedere alle aree commerciali di Casalecchio (Meridiana e Gran Reno). Tuttavia, è un apprezzamento non pienamente recepito e ricambiato dal committente: il potenziamento dell’attuale servizio festivo (gestito con 5 coppie di treni) continua a essere ignorato dall’amministrazione regionale, a fronte delle reiterate richieste di questa rappresentanza, da tempo sollecitata sul tema dall’utenza.
Detto della frequentazione “ordinaria” del servizio, per lo più pendolare e riconducibile a chi si sposta per lavoro e scuola, il servizio vive momenti di frequentazione straordinaria grazie alla fermata “Casalecchio Palasport”, utilizzata da chi è diretto all’Unipol Arena per assistere agli eventi in calendario (concerti, spettacoli, manifestazioni sportive, ecc.). Se nella maggior parte dei casi il servizio ha avuto e ha la capacità di assorbire i picchi di frequentazione riconducibili ai suddetti eventi, che incidono soprattutto sulle corse del pomeriggio-sera, non altrettanto avviene in occasione di eventi di risonanza nazionale e internazionale.
Lo dimostra ciò che è accaduto recentemente (14-18/11 u.s.) in occasione dei concerti di una nota rock band inglese, evento che per 4 giorni ha mandato in tilt il servizio Bologna-Vignola della fascia pomeridiana-serale, causando gravi disagi all’utenza “ordinaria” (sovraffollamento con utenti saliti e poi fatti scendere in attesa del treno successivo, gravi ritardi e soppressioni), come già ampiamente denunciato da questa rappresentanza.
All’incontro del 2/12 u.s. abbiamo appreso che per eventi come questi, tra l’altro programmati con larghissimo anticipo, non esiste alcun protocollo, e men che meno un piano per la gestione della mobilità pubblica. Attualmente è in corso un’interlocuzione tra i vari soggetti interessati (Regione, aziende ferroviarie, enti locali e Unipol Arena) per attivare treni straordinari per il ritorno (treni notturni, fuori dalla fascia a contratto), ma per il viaggio di andata tale soluzione non è fattibile per i limiti infrastrutturali della linea (binario unico, eccessiva distanza tra le stazioni d’incrocio tra cui insiste la stazione di C. Palasport). Per fortuna non tutti gli eventi sono problematici come quello di metà novembre scorso; al momento dobbiamo affidarci a questa prospettiva per evitare che ai disagi ordinari si aggiungano anche quelli straordinari.
Lavori di potenziamento e di manutenzione dell’infrastruttura
Iniziamo dal potenziamento della tratta, argomento che liquidiamo in fretta visto che l’unica novità di rilievo emersa dall’ultimo incontro è la conferma del “congelamento” da parte della Regione di ogni intervento, compresi quelli già finanziati e visibili nel programma triennale dei lavori pubblici 2023-2025, dei quali tuttavia non vi è più traccia nel medesimo programma aggiornato per il triennio 2025-2027 (https://fer.it/societa-trasparente/opere-pubbliche/atti-di-programmazione-delle-opere-pubbliche/).
Il motivo dello stop alla programmazione è lo studio commissionato dalla Regione al gestore FER per individuare gli interventi necessari (quali e dove) a consentire in futuro l’apertura del già citato passante S2 tra Vignola e Portomaggiore; lo scorso giugno ci era stato riferito che l’indagine sarebbe stata completata durante l’estate ’25 e presentata al primo incontro utile, ma così non è stato; committente e azienda hanno preso ulteriore tempo per la necessità di integrare lo studio con dati anche economici relativi alla sostenibilità del futuro servizio passante S2. Da qui la richiesta della consigliera metropolitana Larghetti affinché i risultati del progetto siano presentati in uno specifico incontro pubblico, che veda la partecipazione di tutti i soggetti interessati, compresi i comitati degli utenti. Non ci resta che attendere e, considerato che sono oltre dieci anni che l’amministrazione regionale commissiona periodicamente a FER studi per il potenziamento della tratta Bologna-Vignola, verificare se si tratta dell’ennesimo progetto che resterà per sempre sulla carta.
Infine, i lavori di manutenzione previsti per l’estate ‘26, la vera novità emersa all’incontro del 2/12 (…ma la chiusura estiva della tratta oramai non fa più notizia tra gli utenti, considerato che si verifica puntualmente quasi ogni anno, seppur con durata variabile). In occasione della riunione CRUFER del 20/11 u.s. è stato comunicato dai GI (RFI e FER) la programmazione di riduzioni e soppressioni del servizio durante l’estate ‘26, per lavori di manutenzione straordinaria sia nel tratto RFI di Bologna (riduzione del servizio dal 19 al 31/8/26), sia in prossimità delle stazioni FER di Ceretolo, Savignano e Bazzano; per questi lavori FER ha comunicato lo stop dal 14/6 al 6/9/2026 delle tratte Vignola-Crespellano e Via Lunga-Casalecchio G. (strano modo di chiudere una ferrovia…resterebbe operativo solo il tratto tra le due stazioni di Crespellano e Via Lunga!).
Nell’incontro del tavolo di coordinamento sono state comunicate importanti modifiche al suddetto programma e, complice forse la richiesta di chiarimento inviata da questa associazione nei giorni precedenti, il progetto d’intervento è stato rivisto e soprattutto razionalizzato: l’intervento di Ceretolo FER cercherà di farlo coincidere con quello di RFI (19-31 agosto), mentre gli interventi a Savignano, Bazzano e, altra novità, Vignola sono stati confermati dal 14/6 al 6/9.
La chiusura interesserà solo quel tratto di linea; ciò significa che la prossima estate, ad eccezione della seconda metà di agosto, il servizio resterà attivo tra Bazzano e Bo C.le! Se mettiamo a confronto le due versioni del programma dei lavori, anche in questo caso sorge qualche dubbio sulla pianificazione di questi interventi, ma forse a qualcuno potrebbe pensare che abbiano provato anche in questa circostanza a programmare ignorando del tutto la ricaduta di tali modifiche sull’utenza del servizio!
Di seguito qualche dettaglio sugli interventi previsti da FER: a Ceretolo sarà sostituito l’armamento del ponte ferroviario che attraversa la A1 (intervento non più prorogabile e che richiederà necessariamente anche il confronto con Autostrade SpA); in prossimità dei PL presenti nel territorio di Savignano saranno rinnovati i sistemi di copertura degli attraversamenti a raso e il manto stradale; alla stazione di Bazzano è in programma un intervento al binario 3, per consentire la sosta (anche notturna) di treni ETR350.
Un intervento simile verrà eseguito nello stesso periodo di chiusura anche alla stazione di Vignola, (…e guarda caso anche per questo intervento, non presente nella prima versione del programma, nei giorni scorsi questa associazione aveva inviato una richiesta di chiarimento a Regione e FER) modifica che in prospettiva futura aprirebbe a una valutazione circa il prolungamento fino a Vignola dell’ultimo treno serale Bo-Bazzano (corsa 90035), con sosta notturna direttamente a Vignola in previsione dell’uso del medesimo materiale per la prima corsa mattutina 90000 (con possibili benefici anche per il personale di servizio).



